Un viaggio in strada (…)

Il ragazzo ancora riusciva a credere di essere entrato a far parte di un gruppo di persone così incredibilmente tenaci e buone di cuore, a volte convinto di sognare si tirava uno schiaffo e cavolo se faceva male! Gli altri ovviamente davanti ad un comportamento simile non potevano far altro che ridere.

Mentre camminavano la ragazza curiosa come al solito, chiese ragazzo: “Secondo te, cosa vi sarà alla fine della strada?”

Il ragazzo tacque qualche istante e poi disse:” Sinceramente non saprei. Per quanto mi riguarda io potrei già essere arrivato e assieme a voi starei andando oltre, tutto questo perchè non avendo mai incontrato persone come voi prima, pensavo che fosse quello il “premio” alla fine della strada. Adesso però non saprei!”

<> pensò la ragazza sbalordita.

Il ragazzino:” E se fosse vero?”

“Avrei anche evitato di unirmi e sarei andato avanti da solo”rispose il vecchio, sempre più brontolone.

“Non ce l’avrebbe fatta, è solo grazie alla ragazza che ha inventato questo aggeggio dove è seduto adesso, che lei ora riesce ad andare avanti; altrimenti sarebbe ancora fermo là” disse la donna con un tono di rimprovero.

La ragazza invece tacque. Non sapeva come si sarebbe sentita in caso fossero state così le cose; cioè sì voleva bene a tutti, ma insomma non così tanto da far di loro un suo premio… tutta sta fatica per loro e non per lei? Le appariva inconcepibile come cosa.

Ad un certo punto, dopo un po’ di giorni di camminata, il ragazzino e il vecchio gridarono assieme: “C’è una luce là infondo! Guardate!”

“Che siamo già arrivati secondo voi?” chiede la ragazza.

E tutti gli altri in coro: “Sì!”

Così iniziarono ad accelerare il passo, mancava pochissimo, ancora qualche passo e…

NULLA

Davvero nulla. Non vi era un paesaggio, era tutto bianco, anche sotto i loro piedi.

“Ma è questa la fine della strada?” chiese il ragazzino in lacrime.

“Mi sa di sì” rispose il ragazzo.

“Bah che scherzo è mai questo, io me ne torno indietro, di certo preferisco passare il resto della mia esistenza da solo e in mezzo al verde piuttosto che con voi in mezzo al nulla.” rispose arrabbiato il vecchio.

“E io che credevo che collaborando la fine della strada sarebbe stata una cosa migliore, è stata tutta energia sprecata, mi dispiace, ma mene vado anch’io.” disse la ragazza amareggiata.

“Ma dove state andando? Non c’è niente qua attorno!” urlarono il ragazzo e la donna.

“Da qualche parte arriveremo sicuramente” disse la ragazza scomparendo.

Stranamente però, non scomparvero solo quelli che se ne andarono, ma anche i tre che rimasero vicini non furono più in grado di vedersi. Perchè questa cosa?

“Ehi dove siete? Ho paura!” disse il ragazzino piangendo disperato.

Non sentiva risposta, anzi non sentiva proprio nulla, eppure anche gli altri, a loro volta, stavano gridando disperatamente.

Loro si cercavano, non per amore, ma per quella sensazione di solitudine; per se stessi.

Loro credevano di volersi bene, ma in realtà volevano solo compagnia per non sentirsi abbandonati, dispersi, soli o persino per potersi rendere utili e quindi importanza. Nessuno in realtà amava.

Il vecchio e la ragazza, che stavano camminando assieme (la ragazza come al solito spingeva la carrozzina, ora, oltre a girare a vuoto senza riuscire a tornare a dove erano prima di entrare in quel luogo vuoto, non si vedevano più nemmeno loro.

In quel momento ognuno di loro iniziò a ripensare i bei momenti passati assieme; quelli in cui ridevano, dove assieme piangevano, dove alla felicità altrui diventavano felici anche loro. Capirono non era il finale la cosa più importante, ma il mentre e solo all’ora, pian piano riapparvero tutti, e non appena accadde tutti e cinque in lacrime corsero ad abbracciarsi e fu là che attorno a loro iniziò a crearsi il mondo secondo l’immagine mentale che ognuno di loro aveva di mondo perfetto. Inoltre più felici erano più quella parte di mondo che apparteneva al loro immaginario diveniva bella e viceversa.

Così il gruppo capì che alla fine non era un qualcosa di materiale il premio o la festa, ma l’amore tra di loro e non per se stessi. E da all’ora in poi vissero in mondo che cambiava a seconda del loro umore, ma che quando vi era amore, diveniva sempre più bello!

L’amore non è solo tuo, ma è nostro; deve essere di tutti per poter essere per tutti!

– Stella

Un viaggio in strada (amicizia)

Da un trio, il gruppo si era allargato e ora erano in quattro a percorrere la strada che li era stata tracciata.

Erano ormai usciti dalla foresta da un po’ di tempo e adesso stavano camminando sotto il sole cocente nel deserto. Non vi era acqua, né frutta di cui cibarsi lungo il cammino; erano disidratati e stavano morendo di fame, soprattutto il vecchio in carrozzina.

“Stia tranquillo e continui a sperare, ho sentito dire che quando vi è più di una persona a sperare, diventa molto più probabile che un qualcosa si realizzi!” disse la ragazza al vecchio.

“Certo, semplice da dire finchè non sei tu ad essere vecchia, disidratata e malandata!” le rispose il vecchio. E la ragazza: “Signore, le ricordo che sono che sto spingendo la carrozzina ormai da molti chilometri sotto questo sole cocente, quindi la prego di non essere così brontolone”

Il vecchio tacque perchè non sapeva con cosa controbattere la ragazza.

Camminarono ancora allungo, fino a quando dopo essere rimasti per troppo tempo senza acqua e cibo il ragazzino svenne e la ragazza con le ultime forza che le erano rimaste corse verso di lui, nel tentativo di soccorrerlo e svenne anche lei.

Il vecchio e la donna non sapevano che fare. Erano in mezzo al nulla, attorno a loro vi era solo deserto e la strada che proseguiva. Quindi si misero a riflettere ad una soluzione e aol vecchio tornarono alla mente le ultime parole della ragazza; la speranza. Così si mise d’accordo con la donna e decisero di urlare “Aiuto!” Nella leggera speranza che qualcuno gli avrebbe dato soccorso.

Dopo qualche minuto di grida, arrivò qualcuno. Era un ragazzo molto carino e pareva avere l’età della ragazza.

“Tutto bene? Da quanto sono in questo stato?” chiese il ragazzo tutto preoccupato. “Da qualche minuto! Si possono ancora salvare?”

“Sì, però bisogna fare in fretta” rispose. “Ma come facciamo? Qua non c’è nulla!” disse la donna.

“Vede la terza d’una? L’ha dietro vi sta la mia tenda, là ho dell’acqua e possono stare all’ombra. Mettiamo il ragazzino sulla carrozzina assieme al signore e la ragazza la prendo io sulle spalle”

“Cosa vuoi fare? Semmai la ragazza la tengo io e tu sulle spalle ti porti il ragazzino, non si sa mai con i giovani!” borbottò il vecchio

“Ma le pare il caso? E’ vero sono giovane, ma sono anche un gentiluomo!” gli rispose il ragazzo.

Così misero il ragazzino sulla carrozzina e la ragazza la prese il tipo e se la mise sulle spalle.  Arrivati all’accampamento sdraiarono i due su un lettino e li bagnarono con dell’acqua mentre il vecchio e la donna bevevano. Una volta che gli altri due si erano risvegliati, diedero da bere e qualcosa da mangiare anche a loro e poi iniziarono a parlare.

“Spero che stiate un po’ meglio adesso”disse il ragazzo speranzoso di una risposta positiva

“Si e la volevo ringraziare per i soccorsi, anzi per non recarle troppo disturbo, pensavamo di andarcene anche adesso”

“No, perchè? Finalmente che posso avere un po’ di compagnia! Ad ogni modo non disturbate affatto, anzi sono contento che almeno sta volta sia riuscito ad aiutare qualcuno.” disse il ragazzo

“Come mai?” chiese la ragazza incuriosita

“Perchè quando accadde a me, non vi era nessuno ad aiutarmi e mi salvai con le mie sole forse. Trovai questa duna e mi nascosi dietro dato che vi era un po’ d’ombra. Fortunatamente non svenni, ma appena riacquisì le forze, mi costruì questo rifugio e da allora non mi mossi” raccontò il ragazzo con uno sguardo contemporaneamente sia perso che malinconico.

“Perchè non hai proseguito?” chiese la donna intenerita.

“Beh ero solo, non vi trovavo un significato importante nel terminare questa strada. Non credevo nell’esistenza di delle persone vere anche se qua lungo la strada ne ho viste passare molte in questi anni”

“Cosa intendi allora con persone?” chiese in vecchio che faticava a capire.

“Beh gente che avesse un cuore, voi siete i primi che io abbia conosciuto; tutti gli altri erano persone avare, prive di buon senso e secondo me anche non riflettevano sul perchè erano qua, ma solo sull’arrivare alla fine, li vedevo correre come pazzi, alcuni persino sfidarsi!”

“Ah ragazzo mio, anch’io da giovane, con mente frivola, scelsi di correre e quasi subito inciampai e mi ritrovai con il ginocchio rotto. Siamo sulla stessa barca. Ad ogni modo non andai avanti per molti anni, fino a quando non incontrai lei che mi aiutò” disse il vecchio, volenteroso di mettere alla luce la ragazza.

“La ringrazio! Caspita, siete un gruppo fantastico! Non ho mai visto così tanta complicità e bontà tra le persone, soprattutto con età diverse.” esclamò il ragazzo meravigliato

“Beh siamo amici credo…” disse la ragazza titubante.

“Certo che lo siamo” dissero in contemporanea sia la donna che il ragazzino che stava ancora ingolfandosi di cibo.

Poi la ragazza proseguì:”Ma se vuoi puoi unirti anche tu, tanto tutti dobbiamo percorrere la stessa strada, poi sarai anche stanco di startene tutto solo qua in mezzo al deserto no?”

“Sì…” disse il ragazzo con una voce sia felice che incerta dato che lo intimoriva andarsene da là dopo molto tempo.

Così presero tutto e ripartirono assieme.

L’amicizia può esistere anche se non è mai stata confessata.

– Stella

 

 

Un viaggio in strada (dignità)

Il gruppetto alla fine scelse di partire il dì seguente e assieme camminarono per lungo tempo. Era un continuo confronto di idee e ricordi, ovviamente quelli più interessanti erano quelli del vecchietto che ne aveva viste di tutti i colori e non faceva altro che consigliare ai due giovani di evitare di cercare di percorrere la strada più semplice e breve perchè essa non esisteva. “Vedete ragazzi, fare una cosa come quella potrebbe essere benissimo paragonato allo scontrarsi addosso ad un muro credendo che vi sia una prateria… finirete solo col farvi male”

Il tutto secondo il vecchio era solo un tornare indietro ” perchè ragazzi una volta persi, bisogna orientarsi nuovamente per comprendere il cammino da compiere dopo, quindi quanto vale fare una cosa simile?”

La ragazza quando il vecchio narrava queste storie ne rimaneva incantata, lei aveva sempre visto di malocchio la staticità, il rimanere fermi in un punto per molto tempo; non avrebbe mai creduto che anche quel genere di esperienza avrebbe mai potuto insegnare qualcosa, ma si sbagliava.

Il ragazzino invece ne era affascinato seppur ad essere sinceri ne capiva ben poco. Gli era difficile immaginare qualcosa di mai visto.

Dopo tanto tempo che continuavano a camminare, alla ragazza venne un dubbio e ad un tratto si fermò.

“Ma voi, seriamente credete che abbia senso percorrere questa strada? E se in realtà non avesse una fine? Un perché? Il tutto sarebbe inutile. Io non penso che proseguirò, andate pure avanti voi. Io mi fermo qua. Non uno scopo per continuare questa camminata infinita.”

Il vecchio le risponde: “Comprendo come ti senti, anche io dopo anni che sono rimasto fermo e ancora adesso che pur andando avanti non sono ancora riuscito ad arrivare alla meta, mi sento esattamente come te; ma a differenza tua, io con la tua comprensione ho capito che ha ancora senso sperare. Perchè non sperare significherebbe smettere di esistere, e fidati non è una bella sensazione.”

“Beh preferisco smettere di esistere piuttosto che girare a vuoto ancora per molto, almeno smettendo esistere darebbe un senso alla mia esistenza. Sono esistita per poter smettere di esistere un giorno! E’ molto più difficile esistere con l’incertezza che si sta realmente esistendo. In fondo se ci pensate, l’unica cosa che può dimostrare la nostra esistenza è il raggiungimento di uno scopo, una meta, ma adesso vi chiedo: dov’è sta meta? E da anni ormai che camminiamo e ancora non siamo arrivati, come posso io essere sicura di esistere in queste condizioni? ”

Il ragazzino un po’ ingenuamente, ma con l’intento di poter contribuire anche lui dando delle motivazioni in più per far cambiare idea alla ragazza le disse: “Il perdono forse! Se tu fossi in grado di perdonare, il tempo, l’esistenza per essere stata tale, forse riusciresti ad accettare maggiormente tutto questo e poi ci siamo noi!”

La ragazza con un tono di saccenza disse: “Ormai sono passati degli anni e tu non sei più un bambino, te la puoi cavare anche da solo; detto ciò io mi fermo, tanto non ha senso proseguire. Addio”

La ragazza si staccò dal gruppo mentre nel frattempo gli altri proseguirono piano piano dato che in verità il ragazzino non era poi così grande come disse lei e il vecchio doveva essere seguito e spinto.

Lei intento si mise sotto un albero che faceva un po’ d’ombra in quel deserto che affiancava la strada e mentre era là, ad un certo punto apparve una signora di 40 anni circa. Le chiese: “Ehi tu, che ci fai qua?” Pensavo che questa strada la si dovesse percorrere in solitudine.”

La ragazza alzò lo sguardo e con gli occhi un po’ socchiusi a causa del sole, vide la donna e per risponderle le spiegò la sua teoria sugli incontri seppur (con quell’incontro e quel ragazzino) forse andava un po’ rivista.

“Ah capisco, ma scusi ma perchè lei è qua ferma? Dove sono gli altri del suo gruppo?”

“Ah loro? Beh sono andati avanti da soli. Io non ci trovo più una ragione per dover proseguire. Mi snerva girare a vuoto e non arrivare al dunque, vorrei davvero molto che esistesse una scorciatoia così da abbreviare il cammino!”

“Oh ma signorina certo che esiste la scorciatoia, o comunque un modo per evitare di camminare in continuazione. Le basterà pregare Destino!”

“Pregare? E in cosa consiste?”

“Beh lei si inginocchia e si inchina qua. Nel frattempo però dovrà elogiare Destino per quello che le ha offerto mandandola qua e per chi è lei ed nel mentre inserisca all’interno degli elogi quello che lei in realtà desidera; magari lo faccia umiliandosi e incolpandosi chiedendo a Destino perdono, a lui piacciono le vittime.”

La ragazza sentendo quelle parole si sbalordì di quanto fosse meschino quel gesto tanto che decise di non metterlo in atto, ma solamente di ringraziare Destino dei suoi amici. Alla signora invece rispose: “Scommetto che lei l’ha anche usata varie volte questa tattica, ma le dico che io ho una dignità e non mi prostrerò a nessuno perchè seppur Destino sia mio padre, io ho la sua stessa importanza e non ho nulla di cui essere perdonata, anzi, io almeno a differenza sua, sto provando a portare a termine la mia missione con le mie sole forze.”

“Caspita, quanta forza interiore che possiede signorina. Io non ne ho mai avuta, ma come ha fatto?”

“Grazie ai miei amici! Quando si è soli, ci si può sentire persi a volte, ma con degli amici, si può affrontare tutto con più energia e potenza. L’unione fa la forza e se vuole sentirsi viva, sentire l’esistenza della sua anima, non dovrebbe affrontare questo cammino da sola.”

“Signorina lei per quanto giovane possa essere è molto saggia e sinceramente mi sentirei inadeguata se lei mi dasse il permesso di unirmi al gruppo; io a differenza vostra, la dignità l’ho ormai persa troppe volte”

“Dipende cosa lei intende con dignità. Per quanto mi riguarda, anch’io sono arrivata a perdere la mia oggi facendo quel ragionamento ipocrita e di svogliatezza, quindi anche lei è la benvenuta”

“La ringrazio signorina, la sua bontà è non può essere quantificabile. Grazie”

Lo scorrere del tempo può unire nuovamente ogni catena sganciata e staccare ogni catena ancora agganciata, permettendo così di farsi una nuova vita.

– Stella

Un viaggio in strada (perdono)

La ragazza era davvero felice che finalmente non era più totalmente sola. Adesso dopo molto tempo poteva parlare e confrontare le sue idee con qualcuno.

Forse davvero qualcuno come il vecchio, avrebbe potuto organizzargli una festa immensa alla fine, ma come avrebbe potuto fare se era sempre con lei?

Così lungo il cammino gli chiese: “Signore, ma lei cosa crede vi sarà alla fine della strada?” Il signore rifletté qualche minuto. Poi le rispose: “Secondo me ci saranno tutti quelli che in gran velocità hanno percorso la strada nella speranza di incontrare o ricevere questa cosa così importante tanto da aver dovuto nascere e percorrere la strada per poterla avere, ma che alla fine si sono ritrovati tutti a mani vuote.”

“Mamma mia, dovrebbe essere un po’ più speranzoso signore!”

“Ma lo sono dandole fiducia. Come potrei essere certo che lei non mi abbandonerà ad un certo punto? La mia speranza al momento sta nell’arrivare alla fine solo per esserci arrivato.”

La ragazza tacque.

Ad un certo punto arrivarono, dopo molto tempo, arrivarono ad un’oasi; sicuramente là nelle vicinanze ci sarà sarà stato un fiume! Così dopo averlo trovato, si fermarono per lavarsi un po’. La ragazza fece scendere il vecchio dalla sedia e lo accompagnò fino alle rive del fiume e nel frattempo lui si lavava, lei cercava una scorciatoia tra la boscaglia, ma non ve ne era nessuna.

Però ciò non impedì alla ragazza di domandarsi come fosse possibile che più di una persona potesse percorrere la stessa strada; le parve strano all’inizio, ma poi si rassicurò pensando che la sua era solo una eccezione dato che alla fin fine venne incontro ad una sola persona. La strada sarebbe stata libera se il vecchio non si fosse inciampato da giovane. Cavolo però, potersi imbattersi in un evento così raro che le permise un confronto con qualcuno era un vero privilegio secondo lei.

Tuttavia mentre lei fantasticava sui perché di certi eventi, un ragazzino, un po’ spettinato, ma molto sveglio, le stava rubando la sedia.

“Ehi tu! Che fai? Lasciamela la sedia, mi serve per un vecchio che non riesce a camminare! Dai non essere così egoista”

Il ragazzino intanto correva ridendo. “Scordatela, grazie a questa sedia sarò io il primo ad arrivare alla fine della strada e vincerò questa gara!”

La ragazza: “Ma di quale gara stai parlando? Guarda che non esiste nessuna gara!!! Fermati per favore!”

Il ragazzino quando udì quelle parole rallentò di parecchio la sua corsa abbordo della sedia. “Come non esiste?”

“Non esiste e basta! Ma com’è che anche tu sei qua, pensavo che le strade si percorressero in solitario, ognuno per conto suo con la sua strada e che a meno che non ci si fosse fermati per lungo tempo, non si avrebbe mai avuto modo di incontrare qualcuno. Quindi spiegami, cosa ci fai tu qua?” chiese la ragazza

Il ragazzino rispose:” La stessa che cosa che stai facendo tu, sto provando ad arrivare alla fine della strada e dato che non sei la prima che ho visto camminare per raggiungere la fine della strada, Io sto correndo per raggiungere per primo il traguardo!”

“Aspetta” disse la ragazza “ma se tu sei uno come me, dovresti ricordarti quello che aveva detto Destino prima di farti nascere, siamo qua per percorrere la strada che ci è stata assegnata allo scopo di raggiungere la fine e ricevere un qualcosa di importante, ma tutto questo non ha nulla a che fare con una gara.”

“Oh” disse deluso il ragazzino e dopo averle restituito la sedia, si stava avviando nuovamente da solo  alla strada, quando la ragazza disse: ” Se vuoi puoi continuare assieme a noi!”

“Voi chi?” chiese il ragazzino

“Io e il vecchietto nel fiume, era per lui la sedia e poi conosci il detto chi va piano va sano e va lontano no?” esclamò la ragazza

“D’accordo verrò con voi, spero solo che mi perdonerai per aver tentato di rubare la sedia?” speranzoso chiese il ragazzino

“Ma certo che ti perdono, però forse è meglio che ti scusi con il vecchio non appena esce.” lo esortò la ragazza.

“Va bene” rispose il ragazzino.

Non appena il vecchio terminò il suo bagno e si rivestì, la ragazza lo andò a prendere e lo fece nuovamente sedere nella sua sedia.

Il ragazzino gli raccontò con molta vergogna, imbarazzo e timore l’accaduto e il vecchio iniziò a ridere come non mai.

“Hahahaha ma certo che ti perdono! Sembri me quando avevo la tua età: pieno di energia e curiosità di scoprire cosa riserverà per ognuno di noi la fine di questa lunga strada. Sai ragazzino, sono felice comunque che tu non sia partito con la sedia, avresti commesso un grave errore, come quello che commisi io. Ad ogni modo, benvenuto”

Il ragazzino ne fu molto riconoscente lo guardò con le lacrime agli occhi, non aveva mai provato l’emozione del perdono.

Solo col perdono si possono correggere gli errori commessi in passato e proseguire.

– Stella

 

Un viaggio per strada (comprensione)

C’era una volta una ragazza, che dal nulla si trovò al centro di una strada desolata ma infinita, di lato eccetto qualche albero qua e la, non vi era nessun’altra forma di vita. La fine era proprio impossibile da vedere. Eppure l’unica cosa che sapeva era che doveva percorrerla fino alla fine.

“Ma qual è il senso di tutto questo?” si chiedeva lei. “Sicuramente ci sarà qualcosa di importante o speciale alla fine, qualcosa di tutto mio!”

Così iniziò il suo percorso e vi erano giorni in cui a volte si immaginava che all’arrivo vi fosse una mega festa, altre che vi era un qualche oggetto costosissimo che  sarebbe divenuto tutto suo per il semplice fatto che era riuscita a terminare il percorso. Poi vi erano altri giorni che pensava che forse alla fine non vi fosse nulla perchè lei è nata in quella strada e non ha mai visto tutti quegli oggetti come dispositivi tecnologici o automobili, quindi sicuramente non era il premio; e poi come vi sarebbe mai potuta essere una mega festa? Chi avrebbe mai potuto organizzargliela se lei non conosceva nessuno?

Un dì però, durante la sua passeggiata, incontrò al ciglio della strada un vecchietto zoppo che a stento riusciva a reggersi in piedi e a camminare. La ragazza gli si avvicinò e gli chiese: “Cos’è successo alla sue gambe?” “Come mai è ancora all’inizio della strada?”

Lui le raccontò la sua storia. “All’epoca quando tutto avvenne io ero ancora giovane e scaltro. Sapevo di possedere una forza immensa nelle mie gambe, sapevo con certezza che per noi risultava difficile stancarsi; infatti riuscì a camminare dall’inizio  fino a qualche metro da qua per 5 giorni senza mai dormire o fermarmi. Così, impaziente di vedere cosa vi era alla fine, scelsi di correre ed inciampai rompendomi il ginocchio ; da allora non riuscì più a camminare. Chiesi aiuto ad altri giovani che passarono per questa strada, ma nessuno si degnò di aiutarmi; tanto che alla fine scelsi di proseguire strisciando e poi con l’ausilio di un bastone.”

La ragazza ascoltò la storia con molta attenzione e mentalmente si chiedeva come potevano mai essere così egoiste certe persone. Alla fine prese una decisione. “Stia tranquillo signore, adesso ci sono io qua vicino. In un modo o in un altro arriveremo assieme alla fine della strada!”

Il vecchio le disse: “Ma signorina questa è la sua occasione di percorrere la strada, la mia ormai  è andata; ho fatto una stupidaggine imperdonabile ed è giusto che ora ne paghi le conseguenze.”

La ragazza però sapeva che era dovere e diritto di tutti poter arrivare alla fine della strada. Non poteva lasciare il vecchio indietro, tanto che gli disse: “Signore, lei ha commesso uno sbaglio all’inizio e la comprendo, era giovane ed inesperto, ma ciò non la può condannare per sempre, anche lei, come ognuno di noi, ha il diritto di arrivare alla fine e poter incontrare la felicità e la serenità che tanto ha bramato.”

Il vecchio: ” Scusi ma come pensa di portarmi, guardi che peso?” “Non si preoccupi, in qualche modo ce la faremo” E con un dolce sorriso, un po’ innocente, si mise a raccogliere degli arbusti, della legna e delle foglie. Ci volle un po’ di più tempo rispetto a quanto si aspettasse, ma alla fine riuscì ad ingegnarsi e costruì una sorta di sedia a rotelle forse più simile alla carriola. Lei ovviamente non sapeva nemmeno come si chiamasse quel coso; dopotutto non aveva mai visto né una sedia, né una carriola.

Il  vecchio una volta salito, si sentì davvero molto comodo e così assieme alla ragazza, potè finalmente proseguire, dopo tanto tempo, il cammino.

A volte la speranza ha bisogno di comprensione per poter risorgere. 

– Stella