L’anonimato

Salve a tutti,

oggi ho avuto modo di vedere un documentario ( il link lo lasciarò a fine articolo) che parlava appunto di un gruppo di tre ragazzi che lavorando in privato, senza quindi far parte della polizia, e nell’anonimato, smascherano dei pedofili. Il loro modus operandi sta nello spacciarsi per una ragazzina minorenne su piattaforme di incontri o chat e una volta che i tipi abboccano, li conducono a casa loro e una volta arrivati chiamano la vera polizia, che ad ogni modo li conosce. 

Ma comunque perchè questo articolo?

Beh mi interessa sapere cosa ne pensano gli altri riguardo questo fatto. Sinceramente io non ci vedo nulla di male, se non una grande volontà e molto coraggio nel proteggere chi ancora non è stato vittima. Infatti se guarderete il video, capirete verso la fine che in primis lo stesso “fondatore” di questo gruppo era stato vittima di degli abusi sessuali ed è stato proprio questo ad averlo portato a voler proteggere gli altri sacrificando se stesso ogni giorno. Sì esatto, sacrificando, perchè è pericoloso fare una cosa simile; sia per la propria interiorità (considerando che scava e gira continuamente il coltello nella piaga) sia per un aspetto più burocratico (potrebbe essere accusato nel caso il pedofilo non venga punito); ma lo fa comunque perchè non vuole che altri vivano quello che ha vissuto lui; perchè il bene degli altri è più grande del suo. 

Ho letto alcuni commenti sotto il video e ve ne erano molti che dicevano che una persona che si comporta in questo modo, lo fa solo per vendetta o ripicca sul suo passato e le sue esperienze. Ma si può definire vendetta il tentare di togliere dalla circolazione tutti coloro che, in maniera consenziente infliggono ad altri ancora ingenui, dei traumi e delle esperienze perenni? 

Anch’io per esempio, in qualche sito, dove so che potrei trovare gente in uno stato depressivo o con manie suicide o anche problematiche più lievi, mi metto a disposizione per chi volesse inviarmi una mail parlandomi di ciò che lo affligge. Il tutto ovviamente mantenendo l’anonimato con con l’uso di uno pseudonimo cosa che possono fare anche gli altri a loro volta.  E nulla, ne ricevo alcune alla settimana e aiuto tutti loro volentieri senza ricavarne alcun profitto materiale, tranne la certezza che non arriveranno a porre fine alla loro esistenza e questo può bastarmi.  E’ quindi intuibile che pure io come il ragazzo faccio questo perchè c’è stato un tempo in cui ero anch’io vicina nel commettere quella follia, ma ho avuto la fortuna di incontrare la persona giusta al momento giusto che mi ha fatto apprezzare davvero la vita… un amico. Ma non tutti hanno la fortuna di incontrare la persona giusta al momento giusto e quindi finiscono col morire sul serio. La solitudine e il dolore porta anche questo e infatti è stato il mio desiderio di prevenire quanti più suicidi possibili a studiare psicologia, ad aprire questo blog, ad aiutare la gente in anonimato e una volta risolto tutto, sparire. 

Quindi concludendo penso che l’atto condotto da quei ragazzi sia buono ed eccetto per la condivisione online dei volti con nomi e cognomi dei pedofili, tutto il resto non lo percepisco come un qualcosa di illegale. Certo è che una cosa simile seppur già fattibile, diventerebbe legale a tutti gli effetti se il tipo tentasse di studiare o entrare nel corpo di polizia… un po’ come sto facendo anch’io, perchè va bene aiutare, ma se tu sei veramente sicuro di quello che stai facendo, allora sarebbe anche bene tutelarsi in qualche modo da possibili complicanze del mestiere. 

Probabilmente questo testo non avrà senso. Forse sarà costituito solo da un susseguirsi di domande senza alcuna risposta. 

Viviamo ogni giorno costantemente circondati dalla cattiveria che possa essere essa sotto forma di odio, amarezza, giudizi, ignoranza, menzogna o freddezza. Almeno la maggior parte delle volte è così, dato che l’uomo di suo necessità di situazioni spiacevoli per poter entrare in una crisi e, una volta superata, salire di livello nella sua autoconsapevolezza di se stesso. Bene, seppur sapendo quanto il dolore sia necessario per la crescita mentale di un individuo, comunque non riesco ad accettare tutto questo. Ogni giorno per contrastare questa realtà, mi sento sempre più lontana da me stessa. Anche quando non sta effettivamente avvenendo un litigio o una discussione animata, mi sento sempre così. Come se non reagissi nel modo in cui vorrei. Vorrei poter prendere in mano la situazione e ribaltarla a mia favore così da poter partecipare anch’io alla conversazione… ma non ci riesco o meglio, come se non ne avessi le forze, rimango muta fino a che qualcuno non se ne accorge che esisto anch’io in quel momento. Tutto ciò ovviamente da un risultato che non era esattamente quello che volevo trasmettere ovvero: i sensi di colpa verso chi stava parlando tra di loro; quando in realtà il risultato che volevo era semplicemente dimostrare che la convivenza e una pacifica e allegra conversazione può esistere anche tra persone che non la vedono allo stesso modo. Ma nulla non riesco a ribaltare la cosa a questo modo e quindi da tutto ciò ne conseguono i comportamenti futuri che quella persona attuerà nei miei confronti dopo. Mi devasta non sapere di non riuscire a gestire una situazione perchè troppo grande per me. 

Ammetto che mi sto autocondannando per reati di cui non sono pienamente io la colpevole, ma per poter veramente crescere i primi che bisogna guardare per perfezionare è se stessi ed è per questo che ora io mi giudico. Eppure mi ritrovo una marea che anche loro partecipano a tutto questo, ma non giudicando se stessi, ma giudicando sempre me e io questo non l’ho chiesto. Altri esempi potrebbero essere quando qualcuno fa ipotesi sempre su di te senza sapere la verità o magari dubita persino delle tue ragioni e per questo può arrivare anche a punirti. Il problema è che spesso tutte le accuse e i giudizi non nascono tanto dall’individuo giudicato o accusato, ma da chi sta parlando senza sapere o credere. In casi come questi io provo a ringhiare tentando di dare ragioni per quel che ho fatto, tentando di salvarmi da sola. Ma nulla. Loro non sentono e non comprendono, ma continuano incessantemente a portare avanti i loro pensieri negativi, privi di sorrisi e felicità. Non sono in grado di capire che la felice non te la da nessuno, ma la si crea da soli. Tutto parte da dentro, certo però è che se continuano con questi comportamenti non possono aspettarsi nulla di buono, no? 

Voi cosa ne pensate?

-Stella

Te stesso

Vorrei che ti risvegliassi da quel tuo sogno profondo,
Il quale, ogni volta che ti guardo, ti appanna lo sguardo.
Come un accendino consumato,
Che adesso illumina a scatti,
Ma ehi, non eravamo entrambi,
Nella stessa oscurità
Pronti ad illuminarci
Gli uni e gli altri?
Ma dove sei finito tu adesso
Che nemmeno dietro quella nebbia,
Riesco a vederti?
Ti sento urlare dentro
Ed è per questo che muta ti rimango vicina.
Tu non mi capirai
Io sono come una ruota
che seppur gira come una trottola,
sempre resta vicina alla macchina
e bilancia, anche se sgonfia.

– Stella

Realizzare

Era ormai passato, come una stagione che volente o nolente non può restare per sempre per quanto ci piaccia. E io mi sentivo esattamente come ci si sente in quei giorni di passaggio tra una stagione e un’altra, nei quali pur essendo consapevole di cosa sta per arrivare, si ha comunque l’impressione che forse un miracolo potrebbe ancora accadere, una stagione potrebbe saltare così da abbreviare i tempi per il ritorno di quella che amiamo. Estraniata.

Molti attorno a te già stanno tirando tirando fuori dagli scatoloni, gli abiti più adatti o le decorazioni in caso di una festività, mentre tu, non capisci nulla di cosa sta accadendo. Ancora ti guardi intorno.

“Io amo quella stagione, la amo da impazzire” eppure pur essendo certa di questo, ti lasci un po’ trascinare dalla allegria degli altri in quei giorni di transito, quasi come se sotto sotto infondo anche a te piace la stagione che sta frettolosamente arrivando alle porte; quando invece, non è così.

Ti domandi allora se questo non fosse perchè menti a te stessa. Raccogli quindi alcuni ricordi dal tuo passato, e vedi che un tempo preferivi anche quell’altra stagione, anzi soprattutto quell’altra e credi allora che fosse quella la tua preferenza più autentica.

Quando però poi arriva, capisci subito la verità. Non hai mai amato quell’altra stagione, ma sei sempre rimasta fedele a quella che ormai è passata e che non tornerà mai più per quell’anno.

E tu cosa farai nel frattempo? Soffrirai nell’assenza? No vivrai ogni momento e solo quello.

– Stella

Ancora

Se devo respirare ancora,
Lasciami respirare al gelo
Dove non riuscirò a distinguere gli odori
e ricordare.
Se devo vedere ancora,
Lasciami guardare nel buio
Dove non distinguo cosa mi sta davanti
E con lo scorrere del tempo non avrò memoria di quel momento.
Se devo sentire ancora,
Lasciami ascoltare il silenzio
Così non distinguendo la tua voce non saprò chi sei
Se devo essere me stessa ancora,
Lascia che il tempo scorra sfiorandomi,
Solo lui.
Solo io.

– Stella

L’amore, il mal d’amore e le sue pene

Avete mai letto “I dolori del giovane Werther”, quella storia in cui il protagonista si innamora di una donna già promessa in sposa e non appena si sposa, a causa di un sentimento d’amore così forte, scegli di suicidarsi?  Oppure Romeo e Giulietta in cui Romeo credendo che Giulietta, l’amore della sua vita, fosse realmente morta si toglie la vita e poi una volta risvegliata si toglie la vita anche lei?  O l’episodio dell’anime Georgie nel quale la matrigna, dopo essersi pentita d’aver buttato fuori casa la figliastra, muore di crepa cuore?

Il mal d’amore è una patologia psicologica la quale può essere provata in ogni genere di relazione come quella amorosa, amichevole o di parentela; tutto dipende dall’intensità e intimità che vi è tra le persone e dalla profondità del rapporto stesso.

Questi romanzi e anime sono solo degli esempi in cui vengono raccontati i sintomi; ma andando più affondo, cosa che a parer mio bisognerebbe sempre fare se la nostra intenzione in quel momento è comprendere, si potrebbe andare oltre la mera descrizione della patologia, aprendo una parentesi sul concetto di amore.

Considerando che i sintomi del mal d’amore sono l’alterazione del dormi-veglia, dell’appetito e interruzione delle attività quotidiane come per esempio attività scolastiche quali lo studio, oppure lavorative o l’annientamento delle nostre passioni e hobby (insomma ciò che facciamo per star bene con noi stessi), arriviamo ad intuire delle cose ovvero che quella persona per cui soffriamo ha più importanza di noi stessi, della nostra stessa esistenza.

Amiamo.

Ma amiamo in maniera sbagliata, quasi sadica verso noi stessi.

Stiamo buttando giù da un burrone tutto ciò che abbiamo raggiunto finora e che probabilmente, se non fossimo entrati nell’ottica “senza di lui/lei la mia vita non ha senso”, ci avrebbe aiutati a raggiungere la nostra meta, il destino.

Ci tengo però a precisare che io mi astengo dal dire frasi come “ti stai ammalando/stai buttando via la vita per uno stronzo, qualcuno che non ti merita” oppure “allarga i tuoi orizzonti” o ” non è l’uomo/donna giusto/a per te” . Se tu in questo momento ti senti sentimentalmente legata/o a lui/lei avrai i tuoi validi motivi per esserlo e ditemi quello che volete, ma i sentimenti credo siano le uniche cose che se sincere e profonde, non possono essere “buttate giù” nemmeno dall’avvocato del diavolo, da tradimenti o semplicemente vedendo che si sono fidanzanti con un’altra persona e questo perchè o iniziamo a pensare al passato (tutti i bei momenti passati con lui/lei) o pensiamo che avranno commesso un errore (è umano sbagliare), oppure che forse dobbiamo migliorarci in qualcosa (certo se è andata così significa che io non ero all’altezza) o che quella non è la persona giusta per lui/lei (perchè ovviamente la migliore sono io).

Quindi chi è il colpevole di questo massacro interiore?

L’amore!

Esatto, la maniera con cui noi tendiamo ad affezionarci e ad amare qualcuno. I film, le canzoni, libri, i mass media ci propinano una modalità fetente e crudele di amare qualcuno. Quasi come se dovessimo prostrarci all’altra persona.

Perché vi starete chiedendo. Per spiegarvi questo inizierò mostrandovi delle bellissime frasi d’amore che ogni uomo e donna vorrebbero sentirsi dire e successivamente le analizzeremo. Tenete a mente che l’analisi, di se stessi, di quello che si è creato e di ciò che ci circonda è l’unica ancora di salvezza che possediamo.

Chi semina amore, raccoglie felicità – William Shakespeare

Tu eri sempre presente. In ogni idea. In ogni decisione. E se qualcosa non è di tuo gusto, io la cambierò – Scott Fitzgerald (Il grande Gatsby)

Dicono che quando trovi l’amore il tempo si ferma… ed è vero – Big Fish

Ormai ci sono troppo dentro… salti tu, salto anch’io – Titanic

Tu sei l’unica cosa che mi desiderare di svegliarmi – Io prima di te

Ti meriti molto di più. Ti meriti qualcuno che pensi a te costantemente, qualcuno che passi ogni minuto del giorno a domandarsi che cosa stai facendo, dove sei, con chi sei, se stai bene – Scrivimi ancora

Se non mi ami tu, non sarò mai amato. Se non amo te, non amerò nessuno – Samuel Beckett

L’amore è l’unico mezzo che ti permette di rimettere le ali e raggiungere la felicità – Platone

In tutte queste frasi così romantiche possiamo notare come le persone si dimostrano così tremendamente devote e al contempo così appiccicate a noi tanto da annullare se stesse per amarci.

Ebbene, chi ha amato in questo modo si renderà conto che annullandosi, ha al contempo perso anche tutta quella conoscenza e saggezza che inizialmente possedeva ed ha iniziato a pendere dalle labbra dell’altra persona.

Tutti credono che l’amore sia un qualcosa che ci permette di elevarci  e quindi a rigor di logica senza di esso noi saremmo delle nullità. Ha senso? Ha senso perdere se stessi? E non aggiungo “per qualcuno” perché quando si perde se stessi, la propria personalità, le proprie passioni e stile di vita si annullano per trovare un compromesso con qualcuno, perchè gli si vuole restare il più vicino possibile o perché ne diventi dipendente; non gli sarai d’aiuto e non solo a quella persona, ma a tutti. Certo sarai più felice, attraente, il mondo ti apparirà più bello e forse sarai più propenso ad avere contatti fisici; ma ti stai perdendo! Perché per pensare all’altra persona, dimentichi di pensare a te stesso a proseguire quel progetto a cui stavi lavorando, non suoni più quello strumento che tanto amavi, smetti di perseguire quella che credevi essere la tua missione nella vita, muti le tue credenze perché ti lasci influenzare da quello che ti dice lui/lei, dal suo modo di vedere le cose, dal suo stile di vita.

Ma vedi l’amore non è ricevere carezze, complimenti o avere rapporti. Non è trascurare i propri sogni per crearne alcuni in comune, ma in realtà è continuare per la propria strada come sempre e far spazio per una persona che vuole esserci nella tua vita.

Se tu lo saprai amare standogli vicino quando è felice o quando è triste e quando sembrerà aver perso se stesso lo saprai ricondurre nella strada giusta allora lo starai amando veramente. Lo apprezzerai ancora di più perché non saprai solamente quanto vasta è la sua conoscenza oppure quando è attraente, ma entrerai letteralmente nella sua vita conoscendolo. Lo vedrai nei suoi momenti bui e in quelli in cui riesce ad emergere, ma tu lo sosterai sempre e comunque perché credi in lui e se te stessa! Quindi tramite la tua esperienza o gli studi saprai aiutarlo quando è lui a perdersi, avrai sempre delle novità, qualcosa di nuovo che ti frulla per la testa e a lui farà molto più piacere sentirti parlare dei tuoi sogni, delle tue idee, di ciò che hai imparato, piuttosto di ricevere solo mere parole amorose e carezze ogni volta che vi vedete; oppure sentire sempre dire “é vero, hai ragione tu”.

Quindi noi dobbiamo rimanere noi stessi anche quando ci sono loro; soprattutto quando ci sono loro perchè siamo proprio noi stesse/i che loro amano. Non cercano approvazione, ma degli ideali, maturità, qualcuno che sa bene chi è e ha delle solide credenze.

L’amore deve arricchire ed aiutare entrambi a conseguire i propri sogni. Deve aiutare entrambe le persone a realizzarsi nella vita, e non solo sui sogni che hanno progettato assieme, ma soprattutto su quelli che entrambi stavano tentando di raggiungere prima di conoscersi. Così la felicità che provavi nell’essere con lui a scambiarvi smancerie si trasformerà in una felicità costruttiva ovvero sarai felice di aver realizzato quello che volevi con lui ancora al tuo fianco oppure assieme a lui. Quindi avrai due felicità: quella di esserti realizzata nella vita e quella di aver lui. Inoltre potrai essere felice perchè grazie al tuo contributo lui è riuscito a raggiungere la sua meta, per lui e per l’amore che ha permesso tutto ciò.

Tutti danno l’amore per scontato, dicendo che si capisce subito quando si ama. Ma non si può definire amore qualcosa che non dura nel tempo. Un rapporto che non dura fino a quando la prole non raggiunge la maggiore età. Amare significa scegliere di vivere nella vita di qualcun altro a qualunque costo, perché quella persona è semplicemente quella persona.  La difficoltà più grande dell’amare sta nel vivere, perchè qualche compromesso deve esserci, l’importante è non annullarsi completamente per l’altra persona perchè tu devi essere utile a lei come lei ti sarà utile a te affinchè tu riesca a raggiungere i tuoi obiettivi e possiate assieme prendere le scelte migliori nella vita prendendo in considerazione due punti di vista e non solamente uno solo.

Sono dell’idea che non si può amare facilmente chiunque, che sia il legame più difficile da provare per qualcuno. Una cosa però è certa, prima degli altri, TE! AMATI! AMA TE STESSA! AMA TE STESSO!

Non hai bisogno di nessuno per realizzarti nella vita, ma se hai la fortuna di trovare qualcuno meglio per te; quando si collabora in qualcosa c’è sempre meno lavoro per il singolo, ma è essenziale la partecipazione di entrambi!

Vi ringrazio per la lettura

Stella