Te stesso

Vorrei che ti risvegliassi da quel tuo sogno profondo,
Il quale, ogni volta che ti guardo, ti appanna lo sguardo.
Come un accendino consumato,
Che adesso illumina a scatti,
Ma ehi, non eravamo entrambi,
Nella stessa oscurità
Pronti ad illuminarci
Gli uni e gli altri?
Ma dove sei finito tu adesso
Che nemmeno dietro quella nebbia,
Riesco a vederti?
Ti sento urlare dentro
Ed è per questo che muta ti rimango vicina.
Tu non mi capirai
Io sono come una ruota
che seppur gira come una trottola,
sempre resta vicina alla macchina
e bilancia, anche se sgonfia.

– Stella

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