Perchè ridi?

QUALCUNO: “Hey, perchè ridi?”

COSCIENZA: “Così

QUALCUNO: “Come? Veramente, non riesco a capire come mai a volte parti a ridere così, senza senso; senza un motivo logico!” 

COSCIENZA: “Perchè probabilmente quel giorno ho pianto; come stamattina”

QUALCUNO: “Piangere non serve a nulla”

COSCIENZA: “Invece sì!”

QUALCUNO: “Ti rendi solo ridicolo ed infantile, soprattutto se lo fai spesso e a volte davanti a qualcuno”

COSCIENZA: “Scusa ma lo conosco quel qualcuno? E lui conosce me? Sa il perchè di quel pianto? Sa quanto pesa un’emozione per me? Sa che le emozioni hanno peso diverso da persona a persona? “

QUALCUNO: “No! “(certo che sta qua è pazza)

COSCIENZA: “Quanta probabilità ho di incontrare nuovamente quella persona o solo di scambiarci qualche parola?”

QUALCUNO: “Nessuna o comunque pochissima”

COSCIENZA: “E allora cosa me ne importa di quale impressione possa provocare in lui il mio pianto, se quel pianto per me è liberatorio? “

QUALCUNO: “Quando piangi fai la vittima”

COSCIENZA: “Quando piango sono me stessa e questo mi basta. Piango perchè in quel momento, per quelle parole o per quella situazione mi viene da piangere, ma poi rido! “

QUALCUNO: “Ecco ancora più infantile ti dimostri!”

COSCIENZA: “E tu invece trattenendo tutto ed esprimento il tuo disagio tramite la rabbia, l’alcol o il fumo sei meglio di me? Io dopo quando sono felice, riesco sempre, in qualche modo a risolvere i miei problemi perchè sono in pace con me stessa tu?”

QUALCUNO: “Ehm… mmm… Ma cosa centra! Tu comunque ti fai sempre la figuraccia davanti alla gente quando cadi in lacrime, io no! “

COSCIENZA: “La forza sta in questo, nel cadere per poi rialzarti da solo, non importa se qualcuno ti vede, il mondo è vasto e tu sei un puntino e così come te, il mondo è pieno di persone; vi sarà chi avrà la sfortuna di vedermi purtroppo piangere e chi invece avrà l’opportunità di sentirmi ridere e vivere assieme a me un momento di pace e di felicità.”

QUALCUNO: “Certo che tu sei strana forte! Con tutti i problemi che hai, tu ridi che sembri goderti la giornata, quando in realtà è una m***a…”

COSCIENZA: “Te lo spiego molto semplicemente; se tu pensi nero, intorno a te tutto sarà nero, ma se tu pensi ai colori, a qualcosa che renderebbe felice, lo diventi, quella cosa arriva. Che senso ha rimanere statici sul dolore quando hai già compreso quello che voleva insegnarti? A volte il vedere tutto nero è semplicemente un segno di codardia nel voler capire e leggere il significato nel dolore; attraversarlo tutto a testa alta e alla fine sorridere.”

QUALCUNO: “Sì va beh… ora devo andare!”

COSCIENZA: “Ciao”

QUALCUNO: “Scusa ma come ti chiami?”

COSCIENZA: “Se ci sarà una seconda occasione te lo dirò, per ora rimaniamo qualcuno per entrambi okay?”

– Stella

Il Grande Gatsby

Gatsby credeva nella luce verde, nel futuro orgiastico che anno dopo anno indietreggiava di fronte a noi. Ci è sfuggito allora, ma non importa – domani correremo più forte, allungheremo ancora di più le braccia… ed una bella mattina…

Così remiamo, barche contro corrente, risospinti senza sosta nel passato.

– F. Scott Fitzgerald

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The Great Gatsby

Gatsby believed in the green light, an orgastic future that year by year recedes before us. But eluded us then, but that’s no matter. —- Tomorrow we will run faster, stretch our arm farther, and one fine morning.—-

So we bet on, boats against the current, borne back, ceaselessly into the past.

– F. Scott Fitzgerald

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La bandiera del Regno Unito

Potrei iniziare questo articolo raccontandovi la bella storia della bandiera del Regno Unito; ma non ho intenzione di farlo.
Per chi avesse letto le mie info saprà ormai bene del mio amore per l’Inghilterra, le caratteristiche che connotano le persone ect. Ammetto che io mi sento anche un po’ inglese, chi mi ha sentita parlare in inglese, ha ammesso che non si sente che in realtà sono italiana, anzi; ho un bell’accento marcato inglese.
Tornando comunque al discorso iniziale, non so se voi ci avete mai fatto caso, ma la bandiera inglese è un asterisco avvolto dal blu.
L’asterisco in grammatica viene usato quando si devono spiegare delle eccezioni importanti, o qualcosa che non essendo molto discusso, deve essere definito altrimenti non si capisce il resto della frase, del paragrafo o l’intero libro. L’asterisco è inoltre usato per scrivere, quando in realtà la lettera sembra ormai essere terminata, una parola o una frase che ci eravamo dimenticati di scrivere durante la stesura della lettera; quindi possiamo riprendere da dove ci sembra mancare la parola e la riportiamo sotto. Si può ben dire allora che l’asterisco abbia un potere supremo. Esso può anche far moltiplicare i numeri o nascondere un qualcosa che non deve esser letto.
Se consideriamo il carattere tipico e spesso stereotipato di un inglese, noteremo che forse questo concetto di asterisco si addice parecchio al loro carattere spesso riservato, meticoloso, ma al contempo disordinato e diligente quando deve. Insomma sono persone che nel loro disordine riescono sempre a trovare un modo per portare a termine in tempo il loro lavoro. Un po’ come me, apparentemente riservata se la persona non la conosco ancora bene o non mi dice nulla di buono, in seguito però molto casinista e creativa, ma alla fine in un modo o in un altro, porto a termine il compito che mi è stato affidato.
Ma perchè tutto questo discorso sulla bandiera inglese e gli asterischi? Semplicemente perchè questo asterisco in mezzo al blu, sembra rappresentare il Regno Unito e la sua gente e sembra al contempo significare che vi è sempre una soluzione, un modo per affrontare una situazione per quanto complessa e dolorosa possa essere e questo perchè noi siamo asterischi e se vogliamo che qualcosa smetta, dovremo farci forza e, se non l’abbiamo fatto prima, sbucare fuori dalla tana e ringhiare come non abbiamo mai fatto prima, come nessuno mai si aspetterebbe; nel modo più creativo che conosciamo. Noi siamo asterischi e solo asterischi perchè attorno a noi abbiamo l’oceano e se esistesse solo l’asterisco tutti noi saremo vincolati ad esso, altrimenti non potremo esistere. Per questo serve; noi, anche in mezzo al caos dovremo riuscire, nel modo più creativo o strano possibile,  svincolarci da ciò che ci attanaglia.
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– Stella

Fly me to the moon – Frank Sinatra

ENGLISH

Fly me to the moon
Let me play among the stars
Let me see what spring is like
On a-Jupiter and Mars
In other words, hold my hand
In other words, baby, kiss me

Fill my heart with song
And let me sing for ever more
You are all I long for
All I worship and adore
In other words, please be true
In other words, I love you

Fill my heart with song
Let me sing for ever more
You are all I long for
All I worship and adore
In other words, please be true
In other words, in other words
I love [3 piano notes] you

ITALIANO
Fammi volare fino alla luna

Lasciami giocare tra le stelle
Fammi vedere com’è la primavera
In Giove e Marte.
In altre parole tienimi per mano
In altre parole tesoro baciami.

Riempi il mio cuore con canzoni
E lasciami cantare d’ora in avanti
Tu sei tutto ciò che desidero
Tutto ciò che venero e adoro.
In altre parole, per favore sii onesta
In altre parole io ti amo.

Riempi il mio cuore con canzoni
E lasciami cantare d’ora in avanti
Tu sei tutto ciò che desidero
Tutto ciò che venero e adoro.
In altre parole, per favore sii onesta
In altre parole, in altre parole,
In altre parole..
io ti amo.

Ps: ho messo una cover perchè a parer mio esprime le parole con il “mood” giusto per questa canzone

– Stella

Luce

Ti vegliavo da lontano all’epoca,
Non sapevo chi eri.
Ti sussurravo in silenzio mille domande,
Senza sapere perchè avessi voluto delle risposte.
Poi girandomi, mi guardai alle spalle
E vidi te, me, loro e ancora te.
All’inizio rabbrividì, siccome quella scene,
quelle persone
da tempo erano con me;
ma io sono stata poco con loro;
più con me.
Si erano congelate
affinché io le potessi rivedere un giorno;
affinché io potessi sentire di nuovo le mille emozioni con loro.
Socchiusi gli occhi per vedere meglio,
Ma non vi era più nessuno
Solo una luce
Ed il resto, buio.
Eppure le mie orecchie sentirono più di un solo respiro.
Smisi di tenere gli occhi socchiusi
Li riaprì
E vidi tutti lì.
Ma eravate specchi
Chi più grandi chi più piccoli.
E la luce dov’è sparita?
Era in me.

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– Stella

La ragazza perfetta

Una ragazza cosí giovane da aver provato l’amore per la prima volta, era seduta su una panchina ad osservare l’ultimo tramonto prima dell’autunno. Aveva dei colori cosí forti e luminosi che era in grado di rapirle lo sguardo e per alcuni minuti rimase là ferma a contemplarlo.

All’interno di quei suoi occhi vi era il dolore. Il dolore del primo amore ma provato all’ennesima potenza; così lei provava le emozioni, in maniera esagerata.

Questa ragazza però non era un essere umano, ma esisteva perchè creata da una persona che la desiderava ardentemente. Questo ragazzo dopo mille rifiuti, decidete di costruirsi da se una ragazza. Quella perfetta, quella che sarebbe rimasta muta, quella che l’avrebbe sempre appoggiato, quella con cui avrebbe potuto fare tutto. La ragazza era fatta di legos, piccoli tasselli di plastica morbida ed era stranamente anche molto bella e affascinante. Il ragazzo abusava di lei, la picchiava e spesso la ricattava dicendole che se non faceva quello che voleva lui l’avrebbe distrutta e smontata. Lei gli obbediva, seppur che come condizioni sarebbe stata molto più degna la morte. Vero non era un umano, ma oltre ogni aspettativa lei aveva sentimenti, emozioni e pensava.

Un giorno il ragazzo seccato della sua presenza scelse di smontarla mentre lei dormiva! Lei se ne accorse e gli tirò un calcio tra le gambe e fuggi. Passò la notte fuori nelle fondamenta di una casa ancora in costruzione e il mattino dopo si alzò e continuò a camminare nel tentativo di fuggire da quella città. Era sfinita e siccome anche scalza, i suoi piedi si stavano consumando così si sedette in una panchina di un parco stupendo e pieno di animali e là contemplando il tramonto si chiedeva come poteva essere nata per il dolore e solo per quello.

Il sole calò e con lui anche la sua esistenza.

Il mattino dopo la panchina era vuota.

– Stella