Non v’è mai fine

Solo perché siamo nel 2018, non si può dire, o anche solo pensare, che il progresso non possa più avvenire, né che l’evoluzione sia terminata.

Si può ancora cambiare.

Si possono ancora apportare delle migliorie dove le riteniamo opportune.

Il tutto realmente terminerà solamente quando anche l’umanità sarà andata ad estinguersi.

– Stella Mattara

La vita

Che cos’è la vita? So bene quanto possa essere tosto riuscire a rispondere a questa domanda, ma credo che chi come me è riuscito nel corso della sua esistenza ad avvicinarsi e a toccare la morte con un dito, sappia almeno un pochino dare una risposta abbastanza apprezzabile per gli altri.
Tutti credono di poter descrivere una cosa o comunque capirne il funzionamento soltanto se l’hanno già visto, toccato o vissuto; eppure la vita nella quale noi siamo in mezzo e viviamo in prima persona ogni singolo giorno, ancora non siamo in grado di descriverla. Forse  è necessario un qualcosa con cui metterla a confronto; altrimenti accadrebbe di descrivere la luce quando non si conosce l’esistenza del buio, non si può. Quindi l’unica cosa a cui la vita può essere messa a confronto è la morte. C’è gente che crede nell’esistenza dell’inferno e del paradiso, chi invece crede nell’oblio, chi nelle reincarnazioni, chi nella rivisitazione della propria vita passata… ma pochi credono che una persona sia in grado di andare nell’aldilà (o quasi) e poi tornare a raccontarci come era. Eppure qualcuno l’ha fatto, ha raccontato di aver visto cerchi gialli luminosi, parenti o amici defunti o anche di aver provato una sensazione di serenità e tranquillità interiore mai provata prima sulla Terra.
Vi dirò che chi vi è andato, non avrebbe mai voluto tornare indietro, là si sta troppo bene; ma quando vi torna, questa persona proverà un eterno peso addosso, l’anima che gli spinge verso il petto quasi come se volesse uscire; distingue e percepisce il distacco tra corpo ed anima e pur sapendo che non troverà mai nulla qua sulla Terra che potrà procurargli una sensazione paragonabile a quella provata di là, quella persona, per tutta la vita, condurrà un’eterna ricerca perchè si sentirà come un carcerato con la manetta attaccata alla caviglia. In quelle situazioni però, a molti di quelli che l’hanno vissuto, viene affidato un messaggio importante; quasi la rivelazione di come andrà avanti la vita una volta tornato sulla Terra, il destino a cui andranno in contro.
Quindi per tutto l’arco del loro cammino queste persone saranno oppresse dal trovare un modo per portare a compimento la propria missione e tornare nell’aldilà senza procurarsi alcun male fisico ovvero attendendo un decesso per morte naturale. C’è chi però comprende che forse, una volta compiuta la propria missione, si potrà andare finalmente di là dove sono stati meglio; anche se sarà comunque difficile dato che la vita è piena di ostacoli e di persone che possono anche vedere le cose diversamente da noi.
Come si potrebbe quindi rispondere alla domanda iniziale? La vita forse potrebbe veramente essere una stupida e semplice “scatola di cioccolatini” come scrisse Winston Groom nel libro Forrest Gump; a volte a tutti può capitare di inciampare e far maldestramente cadere i cioccolatini a terra, ma poi sta ad ognuno di noi di scegliere se salvarli o meno, oppure di tenerli incelofanati in eterno aver la fortuna di averli sempre tutti e belli o perderli accidentalmente tutti.
Una cosa però è certa, la vita è una brezza d’aria che viene materializzata nei nostri corpi e noi ne sentiamo l’esistenza grazie ad emozioni e pensieri. La vita è come il vento, arriva, resta fin quando è necessaria aria in quell’ambiente, finché sarà necessaria la nostra presenza e poi volerà via dal corpo, ma restando con noi, passerà a qualcun altro. Quindi saremo sempre noi infondo, ma finiremo col credere di essere qualcun altro,, dato che avremo cambiato sembianze, nome ed entità.
Ad ogni modo, per chi ha provato quell’esperienza è arrivato a essere consapevole di molte cose che riguardano la vita e il dolore non svanirà d’ora in avanti perchè la vita è anche questa, una verità amara e chi la comprende non può che provare dolore per la realtà delle cose, ma comunque andare sorridendo e sperando. Sperare e tentare con le forze che si hanno a disposizione fin quando si è qua di migliorare le cose, di assopire e sopprimere quei dolori inutili tipici degli umani. Questo penso della vita  e volendo potrei andare avanti ad oltranza a parlarne e fare esempi veri che ho visto con i miei occhi e provato sulla mia pelle per sostenere questa tesi, ma credo che questo sia già abbastanza; dopotutto la vita per ognuno di noi è diversa perché tutto dipende dalla missione che ogni individuo ha da portare a termine e in base a quello ci stanno le esperienze che vanno a susseguirsi nel corso dalla propria esistenza e causando, a chi non se ne rende conto, molti litigi ed incomprensioni.
Risultati immagini per vita e morte
– Stella Mattara

Vincitrice eurovision 2018!

Sicura che sei capitato qua non perchè conoscevi già il mio blog, ma perchè il motore di ricerca ti ha portato qua tramite il mio titolo; vivo nella speranza che anche dopo la lettura del mio articolo, ricapiterai ancora qua! Buona lettura 😉

Ieri mattina è stata annunciata la vincitrice di Eurovision per noi, spettatori da casa,  è stata trasmessa su Rai1; per chi invece ha avuto il privilegio di spostarsi, si sarà sicuramente recato a Lisbona, in Portogallo.

Sapete, non vedevo l’ora di scoprire chi fosse il vincitore e tenendo in mente i requisiti che una persona media di qualunque nazionalità avrebbe valutato nei cantanti, mi sono messa anch’io ad osservarli.

Volete sapere quali fossero questi requisiti (senza tenere conto dell’età delle persone valutanti)?

Beh sicuramente la bellezza, la comprensione del messaggio (quindi avrebbe dovuto essere cantata almeno in lingua inglese), l’originalità, il messaggio o morale della canzone e per ultimo il talento per il canto.

Mi stavo confrontando con alcuni miei amici. I ragazzi ovviamente tifavano per la bella Cipro, le ragazze invece per Austria oppure Germania o Estonia, Israele… Che dire? A parer mio erano quelli  i cantanti che durante la loro performance non avevano stonato per niente, almeno nella finale.

Riflettendo però forse il messaggio migliore era quello dell’Italia (che purtroppo non si poteva votare) e quello di Israele; eppure mentre leggevano le votazioni notavo che Cipro aveva i voti più alti. Ammettiamolo, non aveva molta originalità (molto copiato da Beyonce), la presenza scenica era molto bella tanto da averla valorizzata, forse esageratamente, con l’abito e il trucco, un testo privo di fine o messaggio da trasmettere, se non il solito quasi sessista.

Ma tornando al discorso centrale di questo articolo; il premio alla fine è stato consegnato a Netta, cantante israeliana che cantò la canzone Toy. Questa canzone parlava dell’emancipazione femminile o meglio  descriveva la situazione della donna al giorno d’oggi, la quale è vista come un mero gioco e di cui deve essere per 24/24 il più sensuale ed erotica possibile, indossando quindi vestiti attillati o che scoprano sempre di più il proprio corpo.

Come si può notare però le votazioni hanno alla fine portato a premiare l’artista migliore, la quale ha ringraziato dicendo: “Grazie per aver scelto il diverso!”

Forse non l’ho detto, ma Netta era fisicamente l’esatto contrario di Eleni Foureira, la cantante cipriana; infatti erano le due finaliste che si contendevano il premio ed era palese che la scelta stava tra CONTENITORE o CONTENUTO? Io vedendo un po’ come gira il mondo negli ultimi tempi, temevo che avrebbe vinto per l’ennesima volta il contenitore, presentando così alla gente l’ipocrisia e la falsa meritocrazia presente nella valutazione di artisti nel mondo televisivo; invece fortunatamente, le cose sono andate diversamente!

In seguito ci sono i video della finalissima di Eurovision.

Voi chi avreste votato e perchè? Potete commentare anche senza essere iscritti!  

– Stella