Una ricerca continua e senza fine

Salve cari lettori,

In questo articolo non sarò molto ottimista o filosofica o racconta fiabe, semplicemente tratterò di un male che in me si aggrava sempre di più. Tranquilli non è alcuna malattia, ma una sensazione continua di solitudine, incomprensione e tormento. 

Io come persona spesso quando conosco qualcuno per la prima volta sono sempre molto vivace e positiva, o almeno finchè quella persona deve essere solo mia amica. Qualcosa in più, deve poter avere qualcosa in più di me. Ma questo non viene compreso.

Vivo nell’eterna speranza di trovare un ragazzo profondo e non i soliti noiosi superficiali in cui si parla sempre delle solite cose: discoteca, sigarette, fighe e quante volte l’hanno fatto. Tutto questo per me non ha alcun valore. Vorrei poter parlare di cose profonde, domande esistenziali, aspirazioni, sogni e cose che fanno parte della immaginazione.

Ovvio che il motivo di tutto questo è per il fatto che io tutta la mia vita ho sofferto di cose di cui non ero io l’artefice e sinceramente dentro di me vi è una curiosità innata di scoprire il motivo per cui ho dovuto viverle. Alcune di queste mi hanno formata e fatta diventare quella che sono: una persona iperemotiva e che intende solo con sguardi. 

Mi fa male vedere che attorno me non c’è gente profonda, ma solo gente vuota la cui unica volontà è di scopare (e parlo anche di ragazze). 

La cosa che più mi eccita di un uomo è la sua intelligenza e la sua profondità, per quanto riguarda il suo fisico, poco mi importa dato che anche io non sono molto bella dato che ho cicatrici di sofferenze passare impresse sul corpo.

Questo mondo, tutta questa società mi fa sentire sola. Guardo la televisione e vedo cose superficiali e volgari, guardò il computer e vedo la stessa cosa, esco fuori dalla porta e ancora la stessa cosa. Nulla cambia e tutta questa sterilità mi fa impazzire e mi domando: perchè devo stare qua? Qual’è lo scopo della mia vita se sono incapace di legarmi a questa gente perchè troppo superficiale? E non parlo di amicizie, di amici ne ho molti, ma intendo di qualcosa di più. Di quello nulla. 

In passato ho avuto il privilegio di conoscere anime buone che poi però se ne sono andate e mai sono riuscita a legarmi nemmeno con loro.

E questa solitudine e le solite conversazioni e i soliti argomenti e conoscere corpi diversi ma menti uguali, mi incatenano e mi provocano un dolore infinito che mi fa impazzire e perdere il lume della ragione. 

Già! Divento incosciente e mi perdo, mi deprimo se non posso parlare di cose profonde, ma questo nessuno lo comprende! NESSUNO!